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La 3 cancelli di Monte Calvo. Un martedì sera di settembre. Prendo un'ora di permesso x uscire prima dal lavoro. Alle sei sono già sulle rampe di Monte Calvo con il fido Pupo e il suo amico "garaiolo" Stefano. Una volta arrivati al ripetitore ci spariamo giù in discesa (io arrivo un po' dopo i due scavezzacollo) e decidiamo di esplorare il sentiero che va a sinistra verso la Val di Zena. Ci fermiamo un attimo a guardare un paio di persone che fanno volteggiare degli alianti radiocomandati (ma non era zona militare?), e poi continuiamo la discesa finché non troviamo un primo cancello, più che altro sono 3 sbarre con filo spinato, capeggiato da un simpatico cartello tondo bianco con bordo rosso: essendo tutti e tre a digiuno di segnaletica stradale decidiamo di oltrepassarlo. Scendiamo rapidamente in un sentiero che appare stranamente poco battuto, e in meno che non si dica ci troviamo davanti ad un altro cancello con tanto di punte arrugginite sulla sua sommità e cartello indicante la nebulosa frase "Proprietà privata". Il cielo inizia ad oscurarsi, e strani uccelli iniziano a volteggiarci sopra alla testa. Le opzioni sono due: o risalire la montagna per l'impervio sentiero appena percorso, o scavalcare ancora, senza sapere dove conduca la strada che vediamo. Decide il Pupo: "Scavalchiamo!". Dopo le ragionevoli imprecazioni siamo di nuovo in movimento. E' sempre più buio e ci arrivano all'orecchio inquietanti latrati di cani. Il cane è il miglior amico dell'uomo ma è anche il peggior nemico del mountain biker esploratore. Fortunatamente arriviamo ad un nuovo cancello oltre il quale scorgiamo la fondovalle di Zena. Scavalchiamo ancora (ormai siamo velocissimi nella manovra). Lasciandoci alle spalle il cancello vediamo il cartello che minaccia di denuncia i violatori di proprietà privata (ma cosa sarà mai?). Rientriamo velocemente alla PORTAZZA dove saluto gli altri e resisto a fatica all'istinto di scavalcare anche il cancello di casa mia! |